Campi Flegrei è il nome di una estesa area vulcanica che si colloca nella zona nord-ovest di Napoli. La parola stessa “campi flegrei” deriva dal greco “phlegraios” che significa ardente e fa riferimento proprio all’intensa attività vulcanica che caratterizza l’intera area.

Qui sono visibili almeno ventiquattro tra crateri ed edifici vulcanici, alcuni dei quali, come la Solfatara per esempio,  presentano manifestazioni gassose effusive, o come ad Agnano, Pozzuoli e Lucrino con manifestazioni idrotermali.

La storia dei Campi Flegrei è segnata da due grandi eruzioni: quella dell’ignimbrite Campana, risalente a 39.000 ani fa, e quella del tufo giallo napoletano, 15.000 anni fa. Queste eruzioni hanno generato una caldera che comprende: i Campi Flegrei, Napoli, le isole di Procida e Ischia.

L’intera zona è avvolta da un fascino unico dato dalla particolare morfologia del territorio e gli aspetti naturalistici ed archeologici che caratterizzano l’intera area. Laghi di origine vulcanica, numerose bocche visibili di vulcani, sorgenti termali, attirarono già in epoca remota i romani che scelsero questi luoghi per costruirvi ville marittime, ninfei, terme ancora visibili ai nostri giorni.

Il fenomeno vulcanico che più di ogni altro contraddistingue l’immensa caldera flegrea è senz’altro il bradisismo: un lento, verticale movimento della terra rispetto al livello del mare che provoca alternativamente l’immersione o l’emersione della linea di costa. Fenomeno, questo, particolarmente evidente nel Serapeo, a Pozzuoli, mercato pubblico dell’antica Puteoli meglio noto come Tempio di Serapide. Sulle tre colonne, ad un’altezza di 6,30m (quindi circa +9 m.sl.), sono visibili dei  fori scavati dai litodomi, cioè datteri di mare, chiaro ed evidente segno di una immersione e successiva emersione della linea di costa.

Il fenomeno del bradisismo è anche all’origine dell’istituzione dei Parchi Sommersi di Baia e Gaiola. Le due aree marine protette sono state istituite nel 2002 proprio con lo scopo di tutelare le strutture archeologiche risalenti all’epoca romana che si trovano sul fondo del mare proprio grazie a questo fenomeno vulcanico. A Baia troviamo resti di una vera e propria città: ville marittime, apparati decorativi (come mosaici e statue che decoravano), ninfei, parte della via Herculea, i magazzini del Portus Ilius;  a Gaiola, invece, sono visibili a pochi metri di profondità i resti della Villa Marittima del cavaliere romano Publio Vedio Pollione.

Per avere una visione piuttosto esaustiva dell’area flegrea, si consiglia di visitare  le seguenti località: 

Bacoli     Baia    Cuma     Miseno   Pozzuoli    Posillipo